Intelligenza Artificiale, l’Europa pronta ad investire 20 miliardi

Il futuro del mercato e delle aziende è una sola parola, Intelligenza Artificiale. O AI come viene chiamata in gergo specifico. Il percorso tecnologico per cui si cerca un modo sempre più profondo di automatizzare le macchine, la loro coscienza e le loro azioni, è in continua ascesa. Cina e Stati Uniti si sono già al passo coi tempi, specialmente l’Oriente. Ne è un esempio semplice alcuni degli ultimi dispositivi mobili presenti sul mercato, già dotati di una forma “grezza” di Intelligenza Artificiale. L’Europa, per stare al passo, si dice pronta ad investire 20 miliardi entro il 2020.

Quale è lo scopo dell’Intelligenza Artificiale?

Semplice, automatizzare. Preparare il mondo ad una nuova fase dell’industria, quella dell’automazione totale. Un mondo in cui le macchine svolgeranno i lavori più pericolosi o di precisione, l‘uomo ricoprirà il ruolo di supervisore e controllore, assicurandosi comunque la non comparsa di errori. Sembra un discorso preso da qualche film di fantascienza, tutto questo fino a qualche anno fa sembrava impossibile, eppure ci siamo. Con la creazione di AI alcuni lavori scompariranno, altri saranno cambiati, altri ancora inventati completamente da zero. Non ce ne rendiamo conto, ma ormai l’Intelligenza Artificiale fa parte del nostro quotidiano.

Per i posti a rischio?

Secondo l’OCSE, sono ben 210 milioni i posti di lavoro a rischio in tutta Europa a vantaggio dell’AI. L’Europa però si sta già muovendo in questa direzione, creando eventuali cuscini o strade alternative per non lasciare nessuno indietro nè tantomeno a piedi. In un mondo come quello moderno, così veloce ed in continua evoluzione, l’Intelligenza Artificiale sembra semplicemente il prossimo passo da fare, e stando ai dati raccolti è esattamente così. Da questa estate per esempio seimila studenti potranno beneficiare di stages formativi in questo campo, così da prepararsi al futuro. Forse il momento in cui le macchine diverranno “umane” è ancora lontano, quel che è certo è che la direzione che stiamo prendendo è esattamente questa.

Autore dell'articolo: Francesco E.

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