Facebook proibisce le pubblicità di Bitcoin e Criptovalute

A Facebook i Bitcoin non piacciono. Di che cosa siano i Bitcoin, e delle loro applicazioni, ne abbiamo già parlato (in questo articolo), ma sapevate che Facebook, il social network più famoso, redditizio ed ampio di tutti i tempi, ne ha proibito la pubblicità sulle proprie pagine? Un dato emerso solo recentemente, ma che sta già facendo discutere, cerchiamo di capire perché.

Perché Facebook non ama i Bitcoin?

Partiamo dal presupposto che a Facebook non sono mai piaciuti i contenuti fuorvianti. Non è un caso che, durante il recente scandalo della compravendita di profili e dati sensibili degli iscritti (al fine di truccare le elezioni americane), Facebook ed il suo fondatore Zuckerberg abbiano stretto il pugno attorno all’argomento “sicurezza su internet e sui social network”. Se mettete questo in relazione con i Bitcoin, ritenuti sempre borderline dal punto di vista della sicurezza, la risposta viene automatica. Quindi più che di parlare di “odio” verso i Bitcoin da parte di Facebook, dovremo parlare di “odio” verso coloro che truffano le persone.

Quali sono le conseguenze?

Molto semplici. E’ stata stilata la cosiddetta “Regola 29” per gli inserzionisti online su Facebook. In questo modo non vedremo più apparire sulla bacheca del social network, nella sezione laterale o fra i post consigliati e sponsorizzati, annunci di vendita, compravendita e mining di Bitcoin. Tale regola vale anche per le criptovalute di altra natura, ma anche con strumenti finanziari come ICO. Le ICO, o Initial Coin Offering, sono strumenti con cui le startup, guarda caso, creano nuove criptovalute da inserire nella rete. Il rischio è molto alto, soprattutto se consideriamo il sempre più alto gradimento per la valuta digitale, e le migliaia di annunci e siti legali e comprovati che così vanno a perdersi, inficiando sulla clientela.

Una curiosità

Pare che Facebook stesso volesse dare vita ad una propria criptovaluta. In un post di inizio 2018 lo stesso fondatore di Facebook ne aveva parlato, andando a foraggiare la possibilità della nascita di valuta digitale emessa dalla piattaforma stessa. Al momento però la possibilità sembra molto lontana, solo il tempo potrà dircelo.

Autore dell'articolo: Francesco E.

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