Startup, tutto molto bello, ma quanto costa?

Abbiamo parlato già in un articolo di cosa sia una startup e di come si apre, ma non abbiamo mai parlato di quanto costa in concreto. Una volta appurato che la nostra idea di business possa essere solida e remunerativa, allora potremo procedere con l’apertura della startup. Una startup innovativa può essere oggi aperta tramite semplice procedura online, con la quale si accede al Registro per le Imprese Innovative. Se invece optiamo per la soluzione “vecchia maniera”, avremo da aggiungere i costi notarili.

A quanto ammontano i costi generali per una Startup?

A seconda della regione di appartenenza della futura startup, i valori ed i costi cambiano, oscillando fra 1.000 e 2.000 euro circa. In primis bisogna essere in possesso di una PEC (Posta Elettronica Certificata), già una spesa di per sè. Se scegliamo la compilazione online, dovremo indicare nelle varie sezioni del portale alcuni dati. Come data e luogo, almeno un sottoscrittore, denominazione, sede, capitale sociale, conferimenti, chiusura esercizi, tipo di amministrazione, spese e tasse, allegati, richiedente (il soggetto che provvederà alla registrazione fiscale del modello). Possiamo saltare questi passaggi chiedendo assistenza alla Camera di Commercio. Senza di questa dovremo aggiungere altre spese burocratiche, come la registrazione fiscale all’Agenzia delle Entrate, con un costo di 200 euro.

 

Conviene fare da soli o no?

C’è un punto da chiarire. Aprire una startup non è una operazione semplice, e se non si hanno le conoscenze giuste, fare da soli potrebbe non essere una buona soluzione. Altrettanto vero è che affidare tutti gli incartamenti e le pratiche ad un notaio comporta spese maggiori, ma almeno la sicurezza che tutto sia fatto a norma. La forbice si apre semplicemente su un punto: “quanti soldi abbiamo inizialmente da investire per aprire la startup”. Dobbiamo chiederci dunque questo. Se conviene metterci magari più tempo, ma ammortizzare al massimo i costi, oppure investire qualche migliaio di euro iniziali (togliendoli ad altri investimenti), per affidare il lavoro a terzi. I costi comunque non saranno mai pari a zero.

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Autore dell'articolo: Francesco E.

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